Presentata a Pisa la ricerca di Federalberghi Toscana e Scuola Superiore Sant’Anna
La sostenibilità non è più soltanto una scelta etica o un adempimento normativo: per gli albergatori toscani rappresenta sempre più un elemento strategico per migliorare competitività, qualità dell’offerta e capacità di attrarre una domanda sempre più attenta ai temi ambientali.
È quanto emerge dalla ricerca “Innovazione Verde nell’Ospitalità Toscana: il contributo del settore alla transizione circolare”, presentata il 26 maggio 2026 presso l’Aula Magna della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa durante un convegno promosso da Federalberghi Toscana. Lo studio nasce dalla collaborazione tra Federalberghi Toscana e il Centro Interdisciplinare sulla Sostenibilità e il Clima (CISC) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ed è stato cofinanziato dalla Regione Toscana attraverso il Bando Assegni di Ricerca 2023.



Un settore già impegnato nella transizione verde
L’indagine ha coinvolto 72 strutture ricettive toscane, prevalentemente alberghi indipendenti, analizzando le pratiche adottate in materia di gestione dei rifiuti, riduzione dello spreco alimentare, risparmio idrico ed efficienza energetica.
I risultati mostrano come la sostenibilità sia già una realtà concreta per molte imprese del comparto:
- il 71% utilizza riduttori di flusso per rubinetti e servizi igienici;
- il 69% ha migliorato l’efficienza energetica degli elettrodomestici;
- il 60% utilizza sensori per l’illuminazione;
- il 36% ha installato pannelli solari o impianti fotovoltaici;
- il 79% effettua la raccolta differenziata anche nelle camere.
Un dato particolarmente significativo riguarda la percezione del valore della sostenibilità: il 92% delle strutture intervistate considera la circolarità un fattore in grado di aumentare la competitività dell’impresa, pur riconoscendo che gli investimenti richiesti comportano costi e complessità nel breve periodo.
Sostenibilità come leva di valore
La ricerca evidenzia come le imprese alberghiere associno le pratiche di economia circolare a numerosi benefici: riduzione degli sprechi, maggiore efficienza gestionale, rafforzamento della reputazione aziendale, valorizzazione delle filiere territoriali e incremento della resilienza rispetto all’aumento dei costi energetici e delle materie prime.
La sostenibilità viene quindi sempre più percepita come una componente della qualità dell’esperienza turistica e come uno strumento per differenziare l’offerta, soprattutto nei confronti di una clientela che presta crescente attenzione agli impatti ambientali delle proprie scelte di viaggio.
Le criticità ancora da superare
Accanto agli aspetti positivi emergono tuttavia alcune aree di miglioramento.
Solo il 60% delle strutture monitora in modo sistematico le proprie performance ambientali, mentre appena il 15,5% dispone di certificazioni ambientali riconosciute. Inoltre, soltanto la metà delle imprese realizza attività specifiche di formazione del personale sui temi della sostenibilità.
Un altro elemento evidenziato dallo studio riguarda la comunicazione: molte strutture adottano pratiche virtuose ma faticano a raccontarle in modo efficace agli ospiti. Meno della metà delle imprese dichiara infatti di comunicare attivamente il proprio impegno ambientale, mentre gli ospiti spesso mostrano un interesse limitato o una conoscenza superficiale delle iniziative adottate dagli alberghi.
Daniele Barbetti: “Serve accompagnare il settore nella transizione”
«I dati restituiscono l’immagine di un comparto già impegnato nella sostenibilità, che investe concretamente in efficienza energetica, gestione delle risorse e riduzione degli sprechi. Voci che non sono più percepite soltanto come un costo, ma come un elemento di qualità dell’offerta e di competitività delle destinazioni», sottolinea Daniele Barbetti, presidente di Federalberghi Toscana e Confturismo Confcommercio Toscana.
Barbetti evidenzia tuttavia come permangano ostacoli importanti: «Restano criticità legate alla formazione, all’incertezza sui ritorni economici, alla frammentazione delle certificazioni e a un quadro normativo non sempre chiaro. Gli alberghi fanno spesso più di quanto riescano a raccontare. Ridurre il divario tra l’impegno reale delle imprese e la percezione degli ospiti sarà una delle sfide dei prossimi anni».
Alberghi come laboratori di innovazione
Tra gli aspetti più innovativi emersi dalla ricerca vi è la possibilità di trasformare le strutture ricettive in veri e propri laboratori di sperimentazione per nuove soluzioni tecnologiche e organizzative.
Lo studio sottolinea infatti la necessità di rafforzare la collaborazione tra imprese, università, centri di ricerca e sistema dell’innovazione, favorendo la nascita di progetti pilota, living lab e percorsi di co-creazione capaci di generare benefici non solo per il turismo, ma per l’intero sistema economico regionale.
Una sfida che riguarda tutta la Toscana
La sostenibilità nell’ospitalità non rappresenta soltanto una questione ambientale. È una leva di innovazione, competitività e sviluppo territoriale che coinvolge filiere produttive, comunità locali e destinazioni turistiche.
La ricerca dimostra che gli alberghi toscani hanno già intrapreso questo percorso con consapevolezza e pragmatismo. Per accelerare la transizione saranno però necessari strumenti di supporto, percorsi formativi, maggiore chiarezza normativa e politiche capaci di accompagnare le imprese in una trasformazione destinata a incidere profondamente sul futuro del turismo regionale.
La ricerca “Innovazione Verde nell’Ospitalità Toscana: il contributo del settore alla transizione circolare” è stata realizzata da Federalberghi Toscana e dal Centro Interdisciplinare sulla Sostenibilità e il Clima (CISC) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, con il supporto della Regione Toscana.eting Imprese Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, e Aurelio Agnusdei, Vice President Sales Leasing Grenke Italia.

